C’è relazione tra etica e missione? Tra moralità e
testimonianza? La domanda non è retorica, anche se la risposta non può che
essere un deciso “si”. Lo insegna la Torah, il Sermone sul monte, il ruolo che i
cristiani hanno sempre avuto come “sacerdozio reale e nazione santa” (1 Pt 2,9).
La connessione tra missione ed etica è così diffusa in tutta la bibbia da
incoraggiarci a superare il deficit etico e l’imbarazzo missionario che di
frequente caratterizzano la vita delle comunità cristiane.
Alcuni segnali ci aiutano a far nostra la connessione tra
moralità e testimonianza.
- In primo luogo, l'etica cristiana è plasmata da Dio. Segue Dio, perché la grazia di Dio viene prima dell'invito o del comando a vivere nelle sue vie. E ' diretta da Dio, perché l'etica cristiana cerca un’azione, un comportamento in sintonia con il modo e lo scopo della creazione. E’ orientata verso ciò che è giusto, in un mondo segnato dalla profondità del peccato. Spesso l’etica è semplicemente il modo che Dio usa per chiamare le persone a prendere la propria croce e vivere fedelmente per lui. Ed è anche legittimata da Dio, Colui che ci guida in tutta la verità. Per essere testimonianza autentica, però, l'etica deve essere ispirata dalla conoscenza di Dio: nel suo cuore, quindi, ci sono sempre la preghiera e l'adorazione.
- In secondo luogo, l'etica cristiana ha la forma della Storia. Prende sul serio le narrazioni bibliche e cerca di dare un senso all’esperienza contemporanea alla luce di questo racconto unico ed autorevole. Questa storia è per tutti, anche per coloro che ancora non si sono identificati con/in essa.
- In terzo luogo, l’etica cristiana è segnata dalla comunità. La realtà della vita comunitaria deve testimoniare l'amore di Dio, senza che questo comporti omogeneità e imposizione. Il comandamento di Gesù di amare Dio è, per sua natura, generale e possiamo soddisfarlo in molti di modi. Per questo, un compito importante della comunità è aiutarsi reciprocamente a percepire la posta in gioco in situazioni difficili e complesse. In un certo senso, viviamo eticamente bene quando stiamo insieme.
- In quarto luogo, l'etica cristiana è centrata sull’altro. L’altro è sempre una persona, mai un target. Il riconoscimento della bontà morale altrui, però, non alleggerisce la pretesa del Vangelo esige sempre una risposta: vale a dire, il pentimento e la conversione.
- Infine, e forse questo è l’elemento più sconvolgente, l’etica cristiana ha sempre un profilo che si articola solo su grandi linee. Spesso, cioè, non riusciamo a descrivere completamente la sua forma e siamo costretti a improvvisare ruoli etici e cristiani seguendo la luce del Vangelo e secondo la nostra vocazione.
In questo modo, l’etica cristiana diventa missione. Tutta la vita – non solo la proclamazione verbale – testimonia della fede (o della sua mancanza) nel suo Signore.


